Commenti [ 1 ]

Rapporto annuale sulle comunità Internet in Italia

È in circolazione da qualche giorno il nuovo rapporto di Digital PR sulle comunità Internet in Italia: Dall’abbigliamento allo zapping: di cosa parlano gli italiani in Rete.

Noi (BlogItalia) abbiamo collaborato per la parte dedicata ai blog. Con l’occasione mi sono ricordato che su BlogItalia è possibile anche visualizzare le classifiche dei blog registrati secondo il ranking di Technorati per singola categoria cliccando sulle categorie nella sezione centrale dell’homepage e poi su “Technorati ranking”.

Commenti [ 0 ]

Phantastica

«Racconto favole su di te che ascolti così preziosamente.
Sei un fiore insano tu che si guarda con occhi porpora.
Correggimi se tutto questo è debole.
Quello che fai non crea più attenzione.
Non coinvolge.

Questo non è reale.
Confronto le idee ed accendo le stelle.
C’è un Cristo che sanguina e ci guarda con rabbia.
Come sai tu sei per me colpevole.
Quello che fai non crea più attenzione.
Non coinvolge.

L’aggressività non mi avrà
Confonde le idee ed affetta la gente
C’è un dio che sanguina, che sanguina.
E credo di essere anormale, ebbene non lo so.
Mi vedi? Temi? Credi io ti userò?
Uuuuuuuuuuh!».

(Verdena – Phantastica)

Commenti [ 3 ]

L’odiato captcha

Negli ultimi giorni ho dovuto fare i conti con un’ondata di spam nei commenti enorme. Aruba ha bloccato il blog, poi ho fatto un tentativo inserendo un controllo degno di Blade Runner che chiedeva al commentatore di mettere un flag che ne confermasse l’appartenenza al genere umano (e non ai programmi spammoni) e ora sono stato costretto ad adottare il captcha. Il blog, purtroppo, diventa un po’ meno accessibile ma si tratta di un estremo rimedio.

Commenti [ 4 ]

Il tatto del vestito da sposa dell’ex

La scorsa settimana ho liquidato senza troppi complimenti un partner scorretto di uno dei progetti che seguo. Questo periodo lo ricorderò come il periodo in cui ascoltavo le canzoncine in portoghese e in spagnolo, come Mas que nada nella versione dei Black Eyed Peas e la sensuale Diferente dei Gotan Project (tango+musica elettronica), pensavo alla bella studentessa, leggevo tanti post, prendevo il caffè tardi, facevo le flessioni (contro il buon senso) prima di andare a letto, ascoltavo 105 mentre dormivo (per un bug dell’N70 che produce un disturbo fastidioso delle frequenze inferiori) e sognavo di fuggire via a New York o a Roma in cerca degli stimoli che mancano.

Sabato si è sposata la mia ex ex. Sono contento per lei, con cui ci siamo lasciati otto anni fa. L’ho osservata salire le scale che portano all’altare e ho rinnovato una certa perplessità pensando alla promessa davvero impegnativa che gli sposi si scambiano. Non ho sentito nessun fastidio, anche se tanti parlano di una urticante sensazione al solo pensiero dell’ex che si sposa.

Soltanto il tatto del suo vestito mi ha dato una sensazione strana.

Commenti [ 13 ]

La comunicazione, Berlusconi e Prodi 2

Qualche osservazione sulla comunicazione durante il secondo confronto tra Prodi e Berlusconi.

Berlusconi prevale ancora una volta per la parte verbale (linguaggio). Molto chiara la frase sul figlio del professionista = figlio dell’operaio come conseguenza della politica fiscale dell’avversario abbinata a richiami opportuni della parola «redistribuzione», al calcare sulla mancata credibilità di Prodi e a passaggi come «Cinque deputati contro 150 dell’estrema sinistra». Qualche frase ad effetto anche questa volta, come «parole di miele», «catto-comunista dossettiano», «astruserie», «parole, parole, parole», «faccia di curato bonario» e, soprattutto, «utile idiota» nel suo senso pregnante leninista e «sì, avete sentito bene» in chiusura. Apprezzabile anche il grottesco quadro degli alleati dell’Unione con la staffilata a D’Alema «vestito da marinaretto». :) Prodi va bene all’inizio nella citazione del Vangelo di Marco, poi ripete ancora per quattro volte la sua parola chiave “serio/seria” e scivola decisamente quando dice che Berlusconi «si attacca ai numeri come gli ubriachi si attaccano ai lampioni» (l’aforisma citato è di Andrew Lang). Negli appelli finali Prodi va benino, Berlusconi benissimo (comunicazione efficace sintetizzata nelle tre ragioni per votarlo, nel riferimento alla «forza di un sogno» e nella promessa dell’abolizione dell’ICI che gli assicura la scena per i giorni a venire) e dimostra di sapere realizzare uno spot di due minuti e mezzo in presa diretta. Insuperabile.

Riguardo al paraverbale scivoloni da ambo le parti. Prodi esita spesso, è lento e quando viene punzecchiato reagisce pesantemente alterando il tono e arrivando a dire un «oh!» e un «maestà della legge» a volume eccessivo. Anche Berlusconi si altera troppo e risulta fastidiosamente perentorio in alcuni passaggi; all’inizio del suo intervento la voce trema palesemente rivelando tensione.

Non verbale: poco da dire sugli abiti; le posizioni sono invertite rispetto al 14 marzo. All’inizio Prodi mostra una postura più rilassata di Berlusconi ma spesso incrocia le braccia, noto segno di chiusura. Berlusconi stavolta non scarabocchia ma stringe il tavolo con la mano sinistra (e all’inizio anche la penna con la destra). Sembra che scarichi la tensione sugli oggetti. Qualche colpo di tosse e qualche “raschiamento” indicano la stessa cosa ma sembra meno teso della volta scorsa. Si mostra congruente quando il busto va indietro (microsegnale di rifiuto) mentre parla della sinistra che non esita a «diffamare l’Italia per una bieca convenienza di parte». Ancora una volta Berlusconi si mostra visivo, alzando le mani quando parla di calcoli relativi alla famiglia e del sogno di libertà nell’appello finale. Nell’appello finale Berlusconi mostra congruenza, soprattutto in chiusura con l’indice puntato mentre chiede di «andare avanti».

Per me è ancora un pari perché Berlusconi avrebbe potuto fare meglio, anche se un appello finale così è notevole. Che Prodi sia scarso come comunicatore non è una novità.

Commenti [ 1 ]

Un blog è una wunderkammer

«Un Web log, allora, è una Wunderkammer. Sarebbe a dire, la genealogia dei Web log punta non al mondo delle lettere ma alla prima storia dei musei – all'”armadietto delle meraviglie”, o Wunderkammer, che ha segnato il paesaggio scientifico della modernità del Rinascimento: una collezione casuale di strani, irresistibili oggetti, generalmente creata e posseduta da un colto, riuscito gentiluomo. Un insieme di piume di struzzo, alcune rare conchiglie, sculture di corallo del Pacifico del Sud, una sirena mummificata – la Wunderkammer ha mischiato realtà e legenda promiscuamente, riflettendo gli sbalorditivi e meraviglianti tentativi della civiltà europea di assimilare la sovrabbondanza dei dati fisici che la scienza e l’esplorazione stavano allora sprigionando».

È l’originale definizione di blog di Julian Dibbell.

(via dotcoma *:o))

Post successivi
Post precedenti