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0 in condotta

«L’alunno M.G. al termine della ricreazione sale sul bancone adiacente la cattedra e dopo aver gridato: “Ondaaaa energeticaa” emise un rutto notevole che incitò la classe al delirio collettivo».

«L’alunno M. sostiene di saper spiegare meglio della sottoscritta».

«L’alunno FDM ha ammazzato una mosca con il foglio del compito in classe. In seguito a questo evento, l’intera classe si è alzata inpiedi e ha improvvisato una processione per rendere omaggio all’insetto ucciso. Al mio ordine di tornare immediatamente ai loroposti, mi è stato obiettato di non avere sensibilità nei confronti dei morti».

«Qualcuno della classe riscalda la maniglia della porta nel tentativodi abbrustolire la mano del professore».

«M. attenta alla vita dell’insegnante e, non contento, assai contento,sghignazza sull’esito delle sue nefandezze».

Gli allievi ***, ***, ***, ***, ***, e *** sono stati sorpresi autilizzare il loro compagno *** come ariete per aprire la porta dell’aula».

«Cuttica digerisce in classe ad alta voce come un uomo delle caverne».

L’alunno T. S. fabbricatosi una corona di carta si fa chiamare Sire e si rifiuta di venire interrogato poiché un sovrano non si commistia con dei semplici professori».

Queste e altre perle sono note disciplinari raccolte dal blog 7 in condotta. Ho riso con le lacrime. :D

(via Rolli)

P.S.: l’alunno T.S., malgrado l’analogia delle iniziali e di comportamenti veri o presunti, non ero io. :)

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I feed verso un’icona standard

L’icona per i feed RSS proposta da Mozilla sta facendo la sua strada per diventare uno standard.

Il team RSS di Microsoft aveva annunciato a dicembre che avrebbe adottato l’icona. Ieri l’RSS Advisory Board ha approvato all’unanimità l’utilizzo dell’icona per identificare i feed. Anche quelli Atom.

È il caso di aggiornare l’icona che contraddistingue i feed dei nostri siti e dei nostri blog (qui già fatto da un po’). Si scarica da Feed Icons (in arancio e scala di grigio e nei formati AI, EPS, SVG, PSD, PDF, PNG, JPG e GIF).

Va anche detto che c’è qualche voce fuori dal coro: P.J. Onori (SOMERANDOMDUDE) ha mostrato l’icona a diverse persone che l’hanno associata ad audio, volume, radio e Wi-Fi! Non solo l’icona non è ancora conosciuta ma le viene anche attribuito un significato “errato”. Quindi funzionerebbe più per «l’amor di standard» che per la «chiarezza» perché «somiglia da vicino ad altri standard visuali».

Feed verso un'icona standard

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“Un altro posto nel mondo”

«Lo stupore che mi colse
quando lei mi disse: sono innamorata di te.
Dura troppo poco la vanità di sentirsi amati,
un po’ di gratitudine, poi voglia di fuggire via…

Non riesco a immaginare
qualcuno,
qualcosa che inizi,
ho più dimestichezza con la fine.
E non c’è niente che mi riporta indietro.

Ci sarà un altro posto nel mondo,
una strada che riparte da qui.
Ci sarà un altro istante nel tempo
per vivere tutte le vite possibili che volevo io.

Un auto in lontananza
sfocata dal sole
viene verso di me.
Il caso ci porge infinite possibilità
che non possiamo cogliere
e si perdono…
Non serve a niente ormai guardarsi indietro…

Ci sarà un altro posto nel mondo,
una strada che riparte da qui.
Ci sarà un altro istante nel tempo
per vivere tutte le vite possibili che volevo io».

(Mario Venuti – Un altro posto nel mondo)

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Scegli per chi votare

Anche gli ultimi sondaggi riportano una percentuale di indecisi molto alta. Online ci sono due test che mi sembrano interessanti anche per informarsi sui programmi dei partiti. A me hanno dato anche risultati affidabili (entrambi An).

Il primo che ho fatto è VOI SIETE QUI (a seguire l’immagine della mia posizione rispetto ai partiti).

Il mio risultato nel test VOI SIETE QUI

L’altro test è dimmichiseitidiròchivotare.

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La comunicazione, Berlusconi e Prodi

Provo a dire qualcosa sulla comunicazione durante il primo confronto tra Berlusconi e Prodi.

Per quanto riguarda la parte strettamente verbale (linguaggio) mi sembra che Berlusconi abbia mostrato una maggiore dimestichezza con il mezzo televisivo e anche con l’italiano, con qualche “perla” linguistica come l’uso di «intelligente» in senso etimologico (“che legge dentro”), oltre che concretezza nelle parole scelte (in alcuni passaggi utilizza predicati visivi utili) e utilizzo di parole ad effetto («spudoratezza», «mi stropiccio gli occhi e le orecchie» ecc.). Prodi è spesso vago, confusionario e ricorre a una hot word abusatissima (“serio/seria”) in contesti in cui risulta astratta.

Andiamo al paraverbale (volume, tono, velocità, accento, registro, affettazione). Prodi parte mascherando i suoi abituali tono e volume basso e il ritmo lento soporifero tipico dei cinestesici; a volte esita. Da un certo punto si rilassa e si offusca per poi riprendersi, anche stuzzicato dai punzecchiamenti di Berlusconi sui suoi presunti «danti causa». Berlusconi risulta più gradevole e meno noioso da ascoltare.

Riguardo al non verbale (body language ecc.) gli abiti sono classici e la prossemica (gestione delle distanze) viene molto penalizzata dalla posizione in studio. Berlusconi in almeno un caso sposta molto le mani da sé, un gesto che tende a distrarre il telespettatore, e Prodi si muove troppo con lo stesso risultato. Gravi pecche per Berlusconi che tradiscono una certa tensione: già durante la sigla iniziale tamburella con la penna, inizia almeno i primi tre interventi con un “raschiamento” (si schiarisce la voce) e in un passaggio critico (credo sul conflitto d’interessi) si tocca il naso (gesto associato a grande tensione). Prodi utilizza alcuni microsegnali per rafforzare il discorso e sorride troppo e in maniera innaturale; Berlusconi sorride troppo poco all’inizio e poi si rilassa. Da notare quella che è una scelta quasi sicuramente dettata dallo staff di comunicazione di Berlusconi, cioè quella di scrivere e prendere appunti continuamente, spesso disegnando delle figure geometriche e racchiudendo in cerchi le parole precedentemente segnate, come per trasmettere compiutezza e congruenza con parole che vogliono chiarire, mettere nero su bianco i risultati raggiunti dal governo.

Complessivamente mi sembra che si possa parlare di un pari, più per un Berlusconi in forma peggiore del solito che per un Prodi medio come sempre.

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Un venerdì nella “Palermo bene”

Venerdì ho fatto una full-immersion in tre eventi della “Palermo bene” e ve la voglio raccontare. Ok, ho detto “Palermo bene” però trovo questa espressione vagamente razzista (nel senso estensivo dell’aggettivo) e classista all’incontrario (se usata con livore). Giusto per capire di che cosa si parla.

Si parte da Hanami, il ristorante global dell’Antica Focacceria San Francesco (via A. Paternostro, 56). Il cuoco cinese Taco prepara sushi e tempura, ma anche piatti tipici dell’Africa del sud, del Messico, dei Caraibi, dell’Argentina, degli Stati Uniti, della Thailandia, dell’India e della Grecia come la zuppa di zucca, l’unagui don, l’anguilla arrostita in salsa teryaki e servita su un letto di riso, la t-bone steak o il pollo alla pueblana. Il tavolo centrale è ricavato da uno dei battenti originali della focacceria che è aperta dal 1834 e si prenotano le singole sedie per mangiare gomito a gomito con altri avventori. L’occasione è la presentazione de La Dolce Vita 2006, evento per la promozione dell’italian style a Londra in cui sarà presente uno stand della Regione Sicilia con prodotti siciliani. C’è poca gente e qualche problema con le bacchettine per il sushi, che notoriamente non è “schietto” o “maritato”.

Ci spostiamo alla concessionaria Audi per la presentazione della nuova Q7. A parte il fatto che il motore è minimo un 3000 e mi viene da pensare al dispositivo antiparticolato omologato, la presentazione è fatta molto bene: vino bianco delizioso, luci soffuse, Mauro Tre al pianoforte e Kumi Watanabe (cantante che collabora con Franco Battiato) che canta. A un certo punto irrompono le ballerine/ladre dell’Associazione Stage Centro Danza di Caterina Girgenti con le calzamaglie e le torcie e cominciano a girare danzando intorno alle due Q7 ancora coperte fino a svelarle. La presentazione è a cura di Anna Burgio che sa decisamente fare il suo lavoro; ad altre presentazioni mi ero annoiato e avevo trovato il tutto molto banale. Paradossalmente il fatto che quasi tutte le cose che faccia funzionino sembra spiegare le cattiverie che ho letto nei commenti ai suoi post: invidia?

Fine serata alla Tonnara Florio al Disco Wine Party di Sicilia en primeur 2006. Beviamo un Regaleali bianco dei Conti Tasca d’Almerita buonissimo. Quasi mi commuovo alla vista dei produttori di vino siciliano in grande difficoltà nel destreggiarsi con le lingue straniere, visto che qui di italiani ce ne sono davvero pochi. Il cibo siciliano offerto è molto apprezzato dagli ospiti. Una cinese attentissima consulta il depliant con i vini, controlla tutto, prende appunti e mi fa pensare che se i produttori siciliani non faranno molta attenzione alle politiche dei prezzi i vini californiani e cinesi tra qualche anno distruggeranno la supremazia del vino siciliano.

La prossima volta mi faccio i dreadlock e vado a fare il reportage da via Candelai, forse.

Per questo post non sono state ricevute mazzette e non è stata maltrattata nessuna figlia-di-papà.

(crosspostato su Rosalio).

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Gentosfera? No, grazie

Giuseppe Granieri parla della difficoltà di parlare dei blog a chi ha una posizione poco elastica nei confronti del cambiamento e di come a volte la blogosfera venga vista come «un ghetto o […] un posto strano». Propone (e subito ritratta) di usare una parola che sia meno tech-centered (di blogosfera) e più user-centered: “gentosfera”.

“Gentosfera” non è solamente una parola «terribile». È evitabile e costituisce un altro «assurdo divulgativo» con difetti simili a quelli che Giuseppe rimprovera a “blogosfera”. Non risolve il problema: sempre sfera rimane, sempre in un qualche modo “chiusa” e concetto poco elastico per spiegare il cambiamento.

Un approccio più interessante (e sociologicamente più fondato) dovrebbe invece a mio avviso considerare i blog in un processo di cambiamento che fa parte della stessa avventura umana (dell’umanità intera) attraverso i secoli. E allora i blog, la blogosfera e i nuovi fenomeni di comunicazione e interazione andrebbero visti all’interno di un contesto in cui i protagonisti sono gli umani nella società di appartenenza, oggi una società in Rete. Quella che Manuel Castells chiama società informazionale.

All’agnostico del secolo in corso dovremmo spiegare, quindi, il ruolo dell’informazione e come i blog contribuiscono. Altro che gentosfera.

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